AIRBAG TAKATA: DAL 17 LUGLIO 2026 SENZA RICHIAMO LA REVISIONE NON PASSA

COSA PREVEDE LA NORMATIVA E COME VERIFICARE LA TUA AUTO

Con il Decreto Direttoriale n. 229 del 2 luglio 2026, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha introdotto un obbligo che riguarda tutti i veicoli coinvolti in un richiamo per gli airbag Takata. Dal 17 luglio 2026, chi non ha effettuato la sostituzione in fase di revisione verrà sospeso dalla circolazione.

IL PROBLEMA DEGLI AIRBAG TAKATA

Il difetto riguarda il sistema di gonfiaggio: il propellente chimico può deteriorarsi nel tempo, in particolare a causa di sbalzi termici e umidità, e in caso di attivazione può esplodere con forza anomala, proiettando frammenti metallici verso gli occupanti dell'auto.
Il richiamo coinvolge decine di milioni di veicoli prodotti indicativamente tra i primi anni 2000 e il 2019, con marchi coinvolti trasversalmente: Citroën, DS, Toyota, Honda, Nissan, BMW, Volkswagen, Audi, Škoda, SEAT e Ford, tra gli altri. Non è legato a un singolo modello o marca.

COSA PREVEDE IL DECRETO DIR. 229/2026

Il decreto conferma per i veicoli oggetto di richiamo la classificazione di rischio grave, valida fino a sostituzione certificata del componente. Chi si occupa della revisione dovrà verificare l'eventuale esistenza di campagne di richiamo, consultando il portale del Ministero o i portali tecnici dei costruttori tramite il numero di telaio (VIN), prima di procedere.
Le conseguenze pratiche cambiano in base alla classificazione.

Richiamo con prescrizione Stop Drive.
Se il richiamo prevede il fermo cautelativo immediato del veicolo, l'esito della revisione sarà "Sospeso". Il veicolo resta fermo fino a una nuova revisione con esito positivo, successiva alla sostituzione: per ottenerla è necessario presentare la certificazione ufficiale di avvenuta sostituzione (ad esempio la fattura rilasciata dalla rete autorizzata del costruttore). È comunque consentito raggiungere il proprio domicilio e la rete autorizzata del costruttore per l'intervento; nel giorno della nuova revisione, il veicolo può circolare solo per raggiungere il centro di controllo.

Richiamo a rischio grave, senza Stop Drive.
Il veicolo può continuare a circolare in attesa dell'intervento, ma la normativa prevede 2 fasi:
•fino al 30 settembre 2026, la revisione risulta positiva solo esibendo la prenotazione ufficiale dell'intervento presso la rete autorizzata del costruttore, o una dichiarazione sostitutiva che ne attesti la prenotazione e la data prevista;
•dal 1° ottobre 2026, senza sostituzione già effettuata, l'esito sarà "Ripetere" e il veicolo dovrà essere sottoposto a nuova revisione entro 30 giorni, periodo durante il quale non può circolare.

Per riottenere l'esito positivo dopo la sostituzione è necessario presentare la certificazione ufficiale rilasciata dalla rete del costruttore. In entrambi i casi di esito negativo, sul certificato di revisione viene riportata un'annotazione relativa al richiamo non ancora sanato.
La norma si applica a tutti i veicoli immatricolati in Italia interessati dal richiamo. Vale anche per chi sta vendendo/acquistando: in presenza di un richiamo pendente, l'acquirente va informato per iscritto.

COME VERIFICARE L'AUTO

Con il numero di telaio (VIN), riportato sulla carta di circolazione alla lettera E, è possibile verificare se il proprio veicolo è interessato da un richiamo sul portale richiami.unraeservizi.com, che raccoglie i richiami ufficiali delle case automobilistiche.
Se il sistema segnala un richiamo attivo, conviene contattare la rete autorizzata della propria casa automobilistica per prenotare la sostituzione, che è gratuita, prima di presentarsi in revisione.

COSA CAMBIA PER CHI VIENE DA NOI

Anche noi siamo tenuti a verificare l'eventuale presenza di richiami prima di procedere con le prove strumentali. Se il veicolo risulta interessato da un richiamo non ancora sanato, la revisione non potrà avere esito positivo e il veicolo potrebbe risultare sospeso dalla circolazione fino alla sostituzione del componente.
Il richiamo riguarda solo i marchi effettivamente coinvolti: se il tuo veicolo è di un marchio non presente nell'elenco del Ministero (ad esempio Fiat o Alfa Romeo), significa che non ha mai montato airbag Takata e non è soggetto al decreto. Ti consigliamo inoltre di verificare sempre tramite i portali ufficiali dei costruttori o UNRAE, evitando siti non ufficiali.
Consigliamo di effettuare la verifica sul portale UNRAE prima dell'appuntamento: gratuita, richiede pochi minuti e permette di sapere prima se serve prenotare l'intervento con la propria casa automobilistica.